Iperammortamento 2026

30 Aprile 2026

Il nuovo iperammortamento è lo strumento nazionale per incentivare interventi di efficienza energetica e digitalizzazione per le aziende.

Quali beni è possibile incentivare

  • investimenti beni materiali e immateriali strumentali nuovi (Nuovi ALLEGATI IV e V ex. A e B vecchia normativa) interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura;
  • beni materiali nuovi strumentali all’esercizio d’impresa finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili (ex. fotovoltaico solo pannelli europei) destinata all’autoconsumo, anche a distanza, compresi gli impianti di stoccaggio.

Come funziona l’incentivo

L’incentivo è un’agevolazione fiscale che riconosce una quota di maggiorazione all’ammortamento del bene in base alla seguente tabella:

AMMORTAMENTO MAGGIORATO DEL MASSIMALI (€)
180% 2,5 MILIONI
100% OLTRE 2,5 MILIONI E FINO A 10 MILIONI
50% OLTRE 10 MILIONI E FNO A 20 MILIONI

Documenti obbligatori

Sono i due articoli che forniscono le indicazioni sui documenti obbligatori. L’articolo 6 stabilisce che le caratteristiche tecniche dei beni – tali da includerli negli Allegati IV e V – e la loro interconnessione al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura devono essere comprovate da una perizia tecnica asseverata corredata di analisi tecnica, rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale iscritti nei rispettivi albi professionali, oppure da un ente di certificazione accreditato. Per il settore agricolo la perizia può essere rilasciata anche da un dottore agronomo o forestale, da un agrotecnico laureato o da un perito agrario laureato. Tutti i soggetti abilitati devono essere dotati di idonee coperture assicurative. Non è prevista la possibilità di ricorrere a una semplice autodichiarazione per gli investimenti di basso valore, come invece accadeva in passato.

L’articolo 7 richiede che l’effettivo sostenimento delle spese ammissibili risulti da una certificazione contabile rilasciata dai soggetti incaricati della revisione legale dei conti ai sensi del decreto legislativo 27 gennaio 2010, n. 39. Per le imprese non obbligate per legge alla revisione legale dei conti la certificazione può essere rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione legale dei conti iscritti nella sezione A del relativo registro, nel rispetto dei principi di indipendenza dell’IFAC. Non è previsto un rimborso di queste spese.

Beni per l’autoproduzione da Fonti rinnovabili

L’articolo 8 disciplina le caratteristiche dei beni materiali finalizzati all’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili destinata all’autoconsumo. Sono agevolabili i gruppi di generazione dell’energia elettrica, i trasformatori a monte dei punti di connessione e i misuratori, gli impianti per la produzione di energia termica ad uso esclusivo come calore di processo (inclusi sistemi di accumulo) con elettrificazione dei consumi alimentata da energia rinnovabile autoprodotta o certificata tramite contratto ai sensi della deliberazione ARERA ARG/elt 104/11, i servizi ausiliari di impianto e gli impianti per lo stoccaggio dell’energia asserviti ai gruppi di generazione.

Si noti come, a differenza di alcune bozze del decreto attuativo, gli investimenti in sistemi di accumulo (BESS) sono vincolati all’acquisto di nuovi sistemi di generazione di energia e ad essi proporzionati.

Il dimensionamento degli impianti fotovoltaici o di altra fonte rinnovabile è soggetto a un tetto: la producibilità massima attesa non può eccedere il 105% del fabbisogno energetico della struttura produttiva, calcolato come somma dei consumi medi annui dell’esercizio precedente secondo le formule e i fattori di conversione dell’Allegato 1 al decreto. Il costo massimo ammissibile degli impianti è anch’esso tabulato nell’Allegato 1: per il fotovoltaico si va da 1.420 euro/kW per impianti fino a 20 kWp a 840 euro/kW per potenze superiori a 1.000 kWp (moduli di tipo “b”).

Decreto attuativo

È uscita la versione finale del decreto interministeriale attuativo del nuovo Piano Transizione 5.0 2026-2028, inserito nell’ultima legge di Bilancio e incardinato sull’iperammortamento dei beni strumentali anziché sui crediti d’imposta. Il testo è stato firmato ieri, 4 maggio, dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso

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